19/09/11

Pericle figlio di Santippe, ateniese

by A. Geradini
Pericle (in Greco: Περικλῆς, Periklēs, "circondato dalla gloria";  fu un importante e influente statista, oratore e generale ateniese che visse tra il 495 ac e il 429 ac nel periodo d'oro della città.
Περικλς, Periklēs, "circondato dalla gloria"; 495 a.C. circa - 429 a.C
Ricavo dal blog di Maurizio Riva:

"Qui ad Atene noi facciamo così.  Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. 
Qui ad Atene noi facciamo così.
 Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene noi facciamo così. 
 La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
 Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
 Qui ad Atene noi facciamo così.
 Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. 
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
 Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
 Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.
  
Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.


11/08/11

Le porte della percezione e gli obiettivi

di Adalberto Geradini
Percepire vuol dire essere consapevoli dell'ambiente in cui viviamo, selezionando, organizzando e interpretando attivamente quanto sperimentiamo mediante i nostri sensi, che sono il ponte verso il mondo. 
E un ponte è qualcosa che collega l'oggi con il domani. 
Esattamente come lo sono gli obiettivi che ci poniamo per il futuro.
 Sarebbe facile credere che i nostri sensi registrano semplicemente ciò che accade al mondo esterno, come se fossimo macchine fotografiche o registratori.  Ma noi non siamo recettori passivi di informazioni, recipienti in cui si versa la realtà; noi siamo partecipanti attivi tesi  nel tentativo di capire le sensazioni in cui ci imbattiamo. Nell'attribuzione di senso al nostro mondo noi siamo la combinazione delle sensazioni che proviamo e del modo in cui comprendiamo le sensazioni stesse: è questo che indirizza il nostro procedere o recedere.
Pensiamo ai nostri obiettivi a medio termine e chiediamoci:
  1. che cosa riusciamo a  vedere nell'immagine che scaturisce dalla visualizzazione ?
  2. che cosa riusciamo a udire ?
  3. che cosa riusciamo a sentire con il tatto ?
  4. che cosa riusciamo ad odorare ?
  5. che cosa riusciamo a gustare ?
Poi fermiamoci e scriviamo di getto qualche frase di sintesi di cò che abbiamo percepito


07/08/11

Be unique. La necessità di essere indispensabili

La vera scommessa del futuro prossimo venturo è la capacità di diventare unici, indispensabili: be unique
Seth Godin è uno degli autori che, pur occupandosi di marketing ,  mi sta fornendo parecchi spunti di riflessione utili all'attività di coaching. Ad esempio,  i suoi inviti a non essere invisibili, visto che siamo immersi in un "rumore" eccessivo, a scoprire e coltivare la propria straordinarietà, a sostenere la passione: be unique
C'è, in alcune sue righe, un implicito riferimento al James Hillman che suggerisce a ciascuno di noi di diventare se stessi, di conoscersi per poter orientare al meglio il nostro ruolo nella vita, del nascere con un carattere e dello scoprire per cosa siamo nati e poi di realizzarlo, della quercia che è già presente nella ghianda ecc.
La via da percorrere è, ancora una volta, quella della conoscenza e dell'azione: la via meno rischiosa da intraprendere è proprio quella di rischiare.
La conoscenza di sè, delle proprie attitudini e delle proprie caratteristiche, al fine  di capire in quale direzione ci portano. Una ricerca della propria vocazione lavorativa per scoprire e coltivare la gioia, affinchè il lavoro sia l'espressione pratica di un aspetto della personalità e non un obbligo economico e sociale.
L'azione che ci soprenda e sorprenda gli altri, facendoli innamorare di noi, affinchè diventino essi stessi il nostro media pubblicitario.
Letture estive. Utili.



20/02/11

Quando la passione genera benessere

Andrea Maffeo è un giovane biellese, figlio di un chirurgo e di un'insegnante che a 16 anni lascia gli studi di agraria per fare il pastore "vagante"; si sposta cioè continuamente per assicurare l'erba al suo gregge di pecore. Un cruschgacc nel dialetto biellese.
Dopo due anni, ora ne ha 18, ha un gregge di 200 pecore ed è diventato famoso da quando è uscito il film "Sentire l'aria" di Manuele Cecconello e un libro di fotografie di Andrea Taglier. E' un pastore moderno, usa un piccolo pannello solare installato sul tetto della malga e della sua roulotte che gli permette di produrre energia per il cellulare, la lampada e il computer. Coniuga il mondo della pastorizia con gli strumenti della comunicazione di massa: infatti ha anche una pagina in Facebook. Ma non solo, ha un brand, cruschgacc con il quale vende oggetti ottenuti dalla lana delle sue pecore.
Dice suo padre : «Andrea già da piccolo amava la natura, era felice quando poteva prendersi cura degli animali. Dopo un’iniziale e ovvia perplessità per la sua scelta di vita ho visto mio figlio felice e ho pensato che avrei potuto aiutarlo a rendere più redditizio il mestiere che aveva scelto».
È nata così l’idea di creare questo brand tutto biellese, con una filiera che, anzichè nei grandi allevamenti dell’Australia, nasce da un gregge, quello di Andrea, di 200 pecore.
L'ennesimo esempio in cui si coniugano:
  • attitudini di  base
  • conoscenze (gli studi iniziali)
  • esperienze (l'affiancamento al pastore Niculin, il suo personal coach)
  • motivazione (la sua passione e determinazione)
e l'ambiente esterno favorevole (la su famiglia che lo asseconda e lo supporta),  i risultati arrivano e la passione genera benessere. 
Complicato ? clikka modello delle competenze e vedrai come questi ingredienti sono tra loro collegati, in un circolo virtuoso.-

17/02/11

L' importanza del debriefing nelle attività di outdoor training ?

La formazione outdoor in Italia compie 20 anni e un primo bilancio è stato compiuto a Sestri Levante, in un convegno organizzato da I.E.N. "Formazione outdoor in Italia 1991-2011". In questo convegno sono stato chairman della sessione " Rielaborazione dell'esperienza, diversi stili diversi risultati" (vedi il programma: clikka). Gli interventi, i casi studio presentati e i vincitori dei premi allo junior e al senior trainer (Motylab), sono stati molto soddisfacenti e in particolare la sessione sul debriefing ha visto una partecipazione affollata e appassionata, ricca di approcci diversi a questo tema , che è essenziale in questa metodologia:
Un'esperienza tipica dell'outdoor è infatti composta da:
  • introduzione e definizione degli obiettivi
  • esercitazione
  • debriefing ( cioè rielaborazione dell'esperienza)
Il debriefing è un processo importante e delicato, progettato e condotto per rinforzare e consentire il trasferimento degli apprendimenti effettuati nella parte esperienziale; realisticamente si potrebbe dire che la rielaborazione è la chiave del successo che consente di trasformare un esercizio, anche se avvincente e sfidante, in un'esperienza di cambiamento delle proprie competenze.
Per assicurarsi il processo della trasferibilità e dell'imprinting è di fondamentale importanza che i partecipanti abbiano l'opportunità di:
  1. riflettere sull'esperienza effettuata
  2. ricevere e scambiare feedback specifici, con tutti
  3. integrare le osservazioni all'interno di quadri concettuali e metodologici più ampi
  4. creare meccanismi di trasferimento degli apprendimenti nella quotidianità
Tra i vari elementi emersi, due punti hanno attirato l'attenzione dei partecipanti alla sessione:
  1. debriefing "de-killering" centrato sulla persona, sull'apertura emotiva "vedete che bello quello che c'è e come vi boicottate quando fate questo" oppure  "produttivo" (centrato sulla creazione di  assetti mentali riflessivi partendo dallo stress, visto che "ogni cambiamento avviene in presenza di un certo livello di frustrazione"
  2. trasferibilità di quanto appreso nell'OT alla vita lavorativa, immediata o rimandata a successive sessioni di Follow Up mediante opportuni kpi (indicatori di performance)?
Clikkando : debriefing , trovi alcune mie riflessioni sul debriefing che avevo preparato e che per fortuna non ho dovuto presentare vista l'ampiezza e la ricchezza della discussione i !!!

16/02/11

Le e-mail sono antidiluviane ?

Caspita come corre veloce il mondo su Internet !!!
Uno studio americano ("The 2010 US. Digital Year in Review" effettuato da Comscore - ricerche di mercato sul mondo di internet e riportato anche in Creare Blog ) evidenzia che in un anno (dic 2010 rispetto a dic 2009) l'utilizzo delle e-mail è sostanzialmente crollato del 59% negli utenti dai 12 ai 17 anni, del 18% tra i 25-34enni ed è cresciuto solo negli over 54 !
Una spiegazione è che, soprattutto i minori, preferiscono Facebook e Twitter che permettono una comunicazione più informale, meno strutturata, la costruzione di uno slang comunicativo personalizzato, veloce e solidamente legato ai social network. Informazione in tempo reale e condivisa. Da : uno a uno, a: uno a molti, a pioggia.
Si stanno evolvendo quelle che vengono chiamate le sinapsi tecnologiche tra gli utenti-costruttori del web e credo che qualche effetto anche su altre sinapsi ci sarà.
"E' l'evoluzione, baby. L'evoluzione"
Ottimo, ci sarà più spazio ed attenzione per calibrare lo strumento (lo scritto, sms, facebook, twitter, youtube,e-mail, power point, flickr ecc ecc) su ciò che vogliamo comunicare. E non ridurre tutto, per pigrizia o eccesso di semplificazione, all'utilizzo di 1 strumento , scambiando il mezzo per l'effetto
Anche se la forma è il contenuto.